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3 dicembre 2010

Rigettate le dimissioni di De Canio

E' tornato il sereno in casa del Lecce. Dopo le dimissioni presentate al termine della sconfitta di Cagliari, prima 'congelate' e poi 'rigettate' ieri dalla societa' giallorossa, Luigi De Canio ha diretto oggi l'allenamento sul sintetico di Calimera. Al termine, l'allenatore del Lecce ha detto ai giornalisti.'Ho avuto un chiarimento con la societa', abbiamo parlato ed ho riscontrato, come era avvenuto gia' a Cagliari, la stima e il rispetto da parte del presidente e della societa'.

30 maggio 2010

Lecce in festa, che gioia in città per la serie A!

LECCE, 30 maggio - La festa giallorossa per il ritorno in A comincia non appena l'arbitro Rocchi decreta la fine. I giocatori sul manto erboso cominciano ad inseguirsi e a rovesciarsi addosso bottiglie d'acqua. Sugli spalti è un tripudio di bandiere e sciarpe giallorosse, mentre ci si affanna ad allestire in gran fretta la cerimonia di premiazione. C'è da consegnare la coppa alla prima classificata, che da lì a poco il presidente della Lega Maurizio Beretta darà nelle mani di capitan Giacomazzi. Il boato che accompagna l'alzata della coppa è da brividi, con due 'bocchettonì che sparano in aria una moltitudine di coriandoli gialli e rossi. Poi via alla festa non ufficiale. Dal Via del Mare parte il pullman scoperto, già pronto e poi rimandato indietro nell'infausta gara contro il Cesena. I giocatori vi salgono: c'è chi, come Marilungo, sfoggia una coloratissima capigliatura rigorosamente giallorossa. Insieme con i giocatori, il mister De Canio e tutto il suo staff, il presidente Semararo con i suoi più stretti collaboratori

CHE ENTUSIASMO IN CITTA'! - La 'famiglia' del Lecce si avvia verso il centro della città, pronta a percorrere le vie barocche per ricevere l'abbraccio dei tifosi. Parallelamente i tifosi abbandonano gli spalti e si avviano in caroselli festanti in direzione piazza S. Oronzo, per unirsi a quelli che hanno preferito attendere la festa in centro: in una sorta di simbiosi ideale tra stadio e cuore della città. L'anfiteatro romano viene invaso da un migliaio di tifosi che, con striscioni, bandiere e sciarpe riproducono fedelmente la curva nord del Via del Mare. Contemporaneamente un altro angolo di Lecce è fatto oggetto di festeggiamenti, con il bagno propiziatorio nella fontana di Piazza Mazzini, rimessa rigorosamente a nuovo dal sindaco Paolo Perrone. I soliti caroselli in auto e moto per le vie cittadine, con gli esercizi commerciali che mettono in bella mostra le loro vetrine con il giallo e con il rosso per il concorso indetto dal Comune. Lecce ha atteso l'evento della promozione in una scaramantica calma, giudicata da più di qualcuno persino eccessiva e vista quasi come freddezza, forse abitudine a certi appuntamenti: la sconfitta contro il Cesena prima, il pareggio di Vicenza poi avevano messo tutti in allarme. Il resto è storia recente: la promozione odierna ha trasformato un'afosa domenica pomeriggio in una baraonda festaiola, al termine di un campionato sospeso sul filo di un'apprensione continua e logorante

13 aprile 2010

Il Lecce strizza l’occhio alla A

Festa grande in casa giallorossa: la squadra di De Canio (200ª vittoria in Italia) vede sempre più vicino il traguardo.

Un Lecce perfetto per volare in Se­rie A. Davanti a 11 mila spettatori (record stagionale al Via del Mare), De Canio onora la contesa presentando una squadra pruden­te, ma spigolosa in fase offensiva e caparbia nel volersi imporre su una pericolosa con­corrente. Il tecnico materano (200ª vittoria tra i professionisti in Italia) interrompe così la serie positiva del Torino, reduce da 4 suc­cessi consecutivi, incassa la 17ª vittoria, sof­fre quanto basta nella ripresa dopo un primo tempo esemplare e, alla fine, allunga le ma­ni meritatamente su partita e promozione. Traguardo non ancora scontato, ma chi riu­scirà a negarlo ai salentini, ora a +7 sul se­condo posto e padroni del campionato?Equilibrata sin dagli albori, la partita si ac­cende intorno all’11' quando un guizzo di Ma­rilungo a sinistra sbriciola l’assetto difensivo di Colantuono. Il talento marchigiano si beve Loria e s’incunea in area: Barusso in ripiega­mento difensivo anticipa Di Michele, ma la palla carambola su uno stinco dell’ex grana­ta e si infila in rete per il vantaggio leccese. Il Toro sembra stordito dal colpo inferto dal­la capolista che controlla e riparte con acce­lerazioni improvvise. Su una di queste, ope­rata da Mesbah ancora a sinistra, Marilungo e Corvia arrivano con un attimo di ritardo al­l’appuntamento con una palla che chiede so­lo di essere appoggiata in fondo al sacco. Po­co Toro che sbaglia l’approccio al match e non si riprende. Ancora Marilungo sorpren­de la difesa granata al 35' riuscendo a piazza­re Corvia (in sospetta posizione di fuorigioco) solo davanti a Sereni. Rubin accorcia sull’at­taccante leccese e sembra toccarlo: per l’ar­bitro il contatto è da rigore e il cecchino ro­mano dal dischetto non sbaglia né la prima conclusione né la seconda ordinata da Mor­ganti che nota in area troppe presenze irre­golari prima del suo fischio. Sereni intercet­ta, ma non trattiene: ed è 2-0.Poco Toro, ancora Lecce con Marilungo sempre sugli scudi ma anche impreciso nel­l’ultimo passaggio o in conclusione. La gara, che ha poco del big match annunciato alla vi­gilia soprattutto per colpa del Torino, si apre in pieno recupero, quando, complice un’in­cursione a destra di Gasbarroni, Morganti vede un contatto tra l’esterno granata e Me­sbah e decreta il secondo rigore generoso del pomeriggio. Bianchi fa centro (47’).La ripresa ripropone lo stesso copione: par­tita in mano alla squadra salentina che spin­ge da subito con l’intenzione di chiudere la contesa. La palla buona, manco a dirlo, è an­cora sui piedi dell’ex Di Michele: conclusio­ne d’istinto sul secondo palo, ma Sereni gli nega il gol. Il Lecce tenta di sfondare senza scoprirsi, il Torino non trova l’intensità per riaprire veramente i giochi e agguantare il pari. Di Michele va vicino al gol direttamen­te dalla bandierina d’angolo.Colantuono gioca la carta Pià richiamando in panchina Gasbarroni (ineffabile); De Ca­nio innesta Baclet per recuperare brillantez­za. Ed è proprio il francesino a far gridare al gol, servito da un tacco di Di Michele, uomo ovunque tra i pugliesi (abbandonerà esau­sto). Poi deve pensarci Ferrario ad arpiona­re dalla testa di Bianchi la palla del possibi­le 2-2, mentre un minuto dopo ancora l’ex reggino ha l’occasione per il pari ma la spre­ca sparando alto senza troppa convinzione. Decisamente poco per riprendere un Lecce in volo verso la A.

13 febbraio 2010

Lecce, anche i numeri dicono A

I numeri non mentono mai. E quelli del Lecce sono as­solutamente da prima della classe. A più cinque punti dalle dirette inseguitrici e con il fiato sul collo del sor­prendente Sassuolo di Pioli, l'unica che riesce a mante­nere lo stesso ritmo dei sa­lentini, la compagine di De Canio non è in vetta per ca­so. Proprio no.Il tecnico materano ha a lungo lavorato ai fianchi i propri uomini, incidendo so­prattutto sull’aspetto menta­le. In Serie B non si vince se non riesci a calarti pie­namente nel­la categoria, principal­mente se sei una retroces­sa. Gli esem­pi di Reggina e Torino sono di un’eloquenza disarmante. Organici formidabili solo sulla carta.Il Lecce no. Ha dimentica­to del tutto la retrocessione e si è messo a lavorare con concretezza, senza eccessi­ve fantasie e senza pericolo­se nostalgie. Ma anche te­nendo costantemente pre­sente la meta e la mission ri­calcolata dalla società: rifon­dare per il futuro e cercare in un paio di stagioni di ri­tornare in Serie A. De Canio sta, invece, bruciando i tem­pi. Ecco perché Corvia e compagni stanno facendo registrare numeri da grande e da squadra protagonista della stagione.Nessuno in cadetteria ha fatto più punti (45) del Lec­ce, come si diceva, solo il Sassuolo ha, almeno per il momento eguagliato i giallo­rossi. Che hanno però vinto più volte di tutti: ben 13 i successi incassati in 24 par­tite di campionato, 9 dei qua­li al Via del Mare (nessuno ha fatto meglio tra le mura amiche). Formidabile in ca­sa, il Lecce ha anche un altro fiore all’occhiello: quello dei gol realizzati in trasferta. Fi­nora sono stati ben 21. Il tec­nico materano ostenta poi al­tri due significativi primati: è stato da solo al primo posto per ben seicentosedici mi­nuti ed è stato promosso sen­za passare per i play off (ha cioè occupa­to le prime due caselle della classifi­ca) per mille­duecentoot-tandadue mi­nuti!I numeri non mentono mai. E sono fatti concreti an­che altri due importanti dati statistici che la dicono lunga sulla qualità della squadra salentina che è al primo po­sto per tiri in porta fatti e per tiri totali fatti. I corner a fa­vore sono stati ben 133 (2º posto assoluto), altro dato che dimostra la vocazione offensiva del Lecce, benché De Canio passi per un alle­natore essenzialmente equi­librato.Il Lecce è primo inoltre nella graduatoria dei falli subiti (336) e per uomini di­versi mandati in gol (13) nonché per realizzatori par­titi dalla panchina e suben­trati a un compagno. Dati che attestano anche la capa­cità dell'allenatore gialloros­so di gestire le risorse uma­ne a disposizione come nes­suno per ora in B. Il tecnico materano è anche stato al comando da solo per 616’ e ha occupato i primi 2 posti (promozione diretta) per ben 1.282 minuti totali!

31 luglio 2009

Dichiarazioni di De Canio sul calendario 2009-10

De Canio: «Sulla carta le squadre più forti le troveremo a metà tor­neo, ma anche all'inizio affronteremo delle belle squadre, come il Piacenza e il Frosino­ne. La serie B tuttavia è un campionato in cui quando meno te lo aspetti puoi trovare delle sorprese».

24 luglio 2009

Lecce, De Canio alla Ferguson

Presentato il tecnico: «Sarò il responsabile tecnico di una squadra che intende concorrere e sviluppare questa nuova filosofia che parte dal presidente Semeraro e dai suoi collaboratori»

Un sir Alex Ferguson in formato Salento il Gigi De Canio che ha rinnovato il contratto con il Lecce. Non solo per i quattro anni dell'accordo, durata insolita per i tecnici italiani, ma anche per i poteri da manager che la società retrocessa in B gli ha conferito. «La sua decisione di lasciare Lecce - spiega il presidente, Enrico Semeraro - non mi aveva convinto. Ma io sono un tipo testardo e così l'ho richiamato. Ci siamo incontrati e abbiamo trovato l'accordo. Lui voleva semplicemente essere maggiormente coinvolto nelle scelte. E questa mi sembra una cosa naturale. Ho subito sposato la sua idea e ho sottoscritto la richiesta dei quattro anni di contratto, cosa inusuale in questo mondo del calcio. Mi piaceva l'idea della continuità e con lui ho inteso immaginare una continuità di progetto».

LA GRINTA - «Non ero entusiasta del modo in cui mi era stato prospettato il futuro - spiega De Canio - volevo e voglio lavorare per qualcosa che sia gratificante. Sarà un lavoro di equipe che mi darà la possibilità di ottimizzare le risorse umane di cui disporrò. Sono certo che sarà gratificante perchè si sposa con la mia idea di calcio. Sarò il responsabile tecnico di una squadra che intende concorrere e sviluppare questa nuova filosofia che parte dal presidente Semeraro e dai suoi collaboratori».

LE STRATEGIE - De Canio ha già una strategia ben delineata: «Non dobbiamo fare rivoluzioni e non possiamo perseguire questa idea. La costruzione della squadra potrà avvenire in un periodo più o meno lungo e non può prescindere dalla realtà e da un preciso indirizzo tecnico e tattico che intenderemo dare al Lecce». «Vogliamo giocatori che vengano e stiano a Lecce con lo stesso entusiasmo che abbiamo noi - conclude il tecnico - che abbiano il piacere di stare assieme. Punteremo a questo, cercando di pescare nella provincia che va setacciata, coinvolta e riconsiderata. Ritengo che ci sia molto materiale umano che potrà risultare utile alla causa».